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Niccolo Piccinni |
Nacque a Bari il 16 gennaio 1728, morì presso Parigi il 7 maggio 1800. Piccinni dette senza dubbio il lustro maggiore alla nobile tradizione musicale che onora la terra di Bari. A Napoli, dove studiò nel Conservatorio di Sant'Onofrio, iniziò la sua carriera artistica dedicandosi al melodramma serio, ma con particolare disposizione anche all'opera buffa, nella quale acquistò in seguito grande reputazione. Nel 1760, a Roma, musicò la «Cecchina» del Goldoni, affermandosi felicemente come autore di musica giocosa.
Sull'onda di quel successo Piccinni spiegò tutte le inesauribili risorse della sua ispirazione e compose in una quindicina d'anni più di cinquanta melodrammi seri e giocosi. In questi ultimi specialmente si rivelano quelle caratteristiche d i grazia e di vivacità che distinguono le sue musiche. Nel 1776 Piccinni fu chiamato a Parigi dai fautori dell'opera di stile italiano, che erano allora in contrasto con il nuovo stile di Gluck.
Mentre si trovava alla direzione del Théatre des Italiens, Piccinni affrontò nuovamente e con molto successo l'opera seria con l'«Orlando» e la «Didone», quest'ultima su versi del francese Jean François Marmontel, senza tuttavia trascurare il prediletto genere comico. L'invidia dei suoi compagni d'arte gli procurò molte amarezze mentre egli, nella sua nobiltà d'animo, non tacque mai né mai invidiò i meriti dei suoi colleghi e rivali, fra cui Cristoforo Gluk. Anzi, quando Gluck morì, proprio il Piccinni ne pronunciò un nobilissimo elogio funebre. È anche questo un grande merito, un altro fregio prezioso al suo nome e alla sua fama di artista. |
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