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Giani Stuparich |
Nacque a Trieste nel 1891 e morì a Roma nel 1961. Studiò a Praga, a Berlino e a Firenze dove conseguì la laurea in lettere e filosofia. Tre tappe che segnano un indirizzo al suo pensiero, arricchendolo dell'esperienza di mondi così diversi fra loro. Praga era, come Trieste, la città irredenta, Berlino la città tronfia di germanica potenza, Firenze il più fervido centro italiano di studi.
Quando scoppiò la guerra Giani Stuparich, che già aveva espresso i suoi ideali di libertà nel nobilissimo studio storico, di ispirazione mazziniana, La nazione czeca, pubblicato nel 1915, si arruolò volontario nel Reggimento Granatieri di Sardegna. Ferito sull'altipiano di Asiago, fu fatto prigioniero dagli Austriaci. La tragica esperienza della guerra (gli fu conferita la medaglia d'oro al valor militare), la costante presenza della morte, tutte le impressioni rapide e profonde dei combattenti rivivono nel commosso diario Guerra del 15.
Giani Stuparich non poté mai allontanare da sé quel tempo: tutta la sua opera, dai racconti pubblicati fra il 1929 e il 1932, all'ultimo romanzo Simone del 1953, ripropone in vario modo gli stessi temi presentati nel diario.
L'opera più valida di Stuparich, l'Isola, uscita nel 1942, è anche quella meno dolente e tormentata, ma lo seconda guerra mondiale, e le sue conseguenze, restituirono con maggior profondità a Giani Stuparich, che come ebreo fu anche perseguitato, il sentimento di una fatale ingiustizia che si accaniva su Trieste e sulla sua gente. Del 1948 è l'opera Trieste nei miei ricordi. |
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