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Fortunato Venanzio |
Poeta latino nato a Duplavilis (oggi Valdobbiàdene) verso il 530 d.C., Fortunato Venanzio studiò grammatica, retorica e diritto a Ravenna. Poco o niente si sa della sua vita, se non che, negli ultimi anni, fu ordinato sacerdote e, nel 597, nominato vescovo di Poitiers. Continuatore della tradizione scolastica, panegiristica e retorica, il Venanzio può considerarsi l'ultimo rappresentante della poesia latina alle soglie del Medio Evo.
Scrisse un poema in quattro libri in onore di San Martino, contenente 2.243 esametri e una infinità di poesie d'occasione (inni, panegirici, epitalami, lettere, consolazioni e descrizioni di viaggi), per lo più in versi elegiaci, che egli stesso raccolse in undici libri: la Miscellanea o «Carmina».
Acquistò larga fama nel mondo germanico, ma soprattutto in Gallia. Alcuni suoi inni, tra l'altro (i famosissimi: Vexilla Regis Prodeunt ed il Pange Lingua Gloriosi), sono entrati, e rimangono tuttora, nella Liturgia. |
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