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Cesare Battisti |
Nato a Trento il 4 febbraio 1875, l'apostolo dell'ìndipendenza trentina, dimostrò la più viva avversione all'Austria e alla dominazione straniera nella sua terra, tanto che rifiutò di studiare a Vienna e si laureò in lettere a Firenze. Consegui poi una seconda laurea in geografia e studiò a lungo, con amore, le sue belle valli, le montagne, l'economia del suo paese, descrivendole in pregevoli pubblicazioni. Ma la sua passione più viva era la politica, ed egli si dedicò subito alla vita pubblica, difendendo con calore l'italianità di Trento in numerosi discorsi e nel giornale Il Popolo di cui era direttore-proprietario.
Pur essendo inviso all'Austria venne eletto a soli 36 anni deputato al parlamento austriaco e poi anche alla Dieta provinciale di Innsbruck. Nonostante l'alta carica, il Battisti non risparmiò gli attacchi veementi contro il Governo di Vienna, in difesa dell'irredentismo trentino.
Quando scoppiò la prima guerra mondiale Cesare Battisti non esitò a passare in Italia, dove si prodigò in tutti i modi per sollevare gli animi, entusiasmandoli per la grande impresa di liberare le terre italiane irredente. Dopo la dichiarazione di guerra italiana (24 maggio 1915), Cesare Battisti fu in prima linea, sempre animando i soldati e sempre pronto ad atti di coraggio e di eroismo. Dal Tonale all'Adamello, dal monte Baldo al Pasubio, egli fu generosissimo combattente.
Il 10 luglio 1916 in una sfortunata azione sul monTe Corno veniva fatto prigioniero. Subito riconosciuto, fu portato a Trento e condannato a morte. Saliva sulla forca, nel Castello del Buonconsiglio, il 12 Luglio. Gli Italiani vollero ricordare il suo sacrificio erigendogli una tomba monumentale sul colle della Verruca. |
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