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Vincenzo Gioberti
Nacque a Torino nel 1801. Ordinato sacerdote nel 1825, divenne cappellano di corte e tale carica mantenne fino al 1830 allorché, accusato di propaganda sovversiva fra l'esercito, fu arrestato e mandato in esilio. Visse dapprima a Parigi e poi a Bruxelles: gli anni passati nell'attuale capitale del Belgio furono i più fecondi dal punto di vista della produzione filosofica del Gioberti.
Nel 1845 si stabilì a Parigi per seguire più da vicino le vicende risorgimentali italiane.
Nel 1846 l'elezione al soglio pontificio di Pio IX parve confermare il programma neo-guelfo svolto dal Gioberti nel famoso Del primato morale e civile degli Italiani (1843), libro che ebbe una entusiastica accoglienza e un altrettanto rapido oblìo. Nel 1848 il Gioberti venne eletto deputato a Torino, dove ritornò, trionfalmente accolto, e dove fu dapprima Presidente della Camera e poi, dopo l'armistizio di Salasco, Presidente del Consiglio dei Ministri.
La disfatta di Novara (23 marzo 1849) segnò il definitivo tramonto della fortuna del Gioberti e del suo programma e lo scrittore e filosofo si ritirò in volontario esilio a Parigi ove mori nel 1852.
Illustre pensatore, il Gioberti ci ha lasciato molte opere tra le quali ricordiamo: La teoria del soprannaturale (1838); L'introduzione allo studio della filosofia (1840); Del Bello e del Buono; Il rinnovamento civile d'Italia (1851).
 


 
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