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Umberto I |
Figlio di Vittorio Emanuele II e di Maria Adelaide, figlia dell'arciduca Ranieri, viceré del Lombardo - Veneto, Umberto I nacque a Torino il 14 marzo 1844 e salì al trono alla morte del padre nel 1878. L'Italia era impegnata nell'opera difficile di continuazione della conquistata unità e libertà, e molti erano i problemi che dovevano ancora essere affrontati.
Bisognava provvedere all'unificazione amministrativa delle varie regioni, al rafforzamento dell'esercito e della marina, alla edificazione di scuole, alla bonifica di zone paludose, al completamento della rete ferroviaria e stradale, all'incremento dell'agricoltura e dell'industria, alla risoluzione della «questione sociale» nata dallo sviluppo dell'industria e dalla nascente organizzazione operaia.
Vi erano poi i problemi di politica estera, quali lo necessità di uscire dall'isolamento diplomatico in cui si era venuta a trovare l'Italia dopo l'occupazione di Roma, e di partecipare alla espansione coloniale europea, che fu fortissima verso la fine del XIX secolo. Ed ecco che, nello stesso anno dell'assunzione al trono, Umberto I fu vittima dell'attentato dell'anarchico G. Passanante (17 novembre 1878, a Napoli): infausto presagio alla tragedia del 29 luglio 1900.
Gli ultimi anni di regno di Umberto I, che per lo sua generosità, sensibilità e affetto per il suo popolo venne chiamato «il re buono», furono travagliati da gravi crisi economiche e sociali e amareggiati dalla sconfitta di Adua (1896) nella quale si infrangeva il sogno di Francesco Crispi per un'espansione dell'Italia nell'Africa Orientale. Il 22 aprile 1897 un altro attentato minacciò il sovrano finché il 29 luglio 1900, Umberto I venne ucciso dall'anarchico G. Bresci mentre si trovava a Monza, dove aveva assistito ad una festa ginnica. La sua salma, trasportata a Roma, venne tumulata nel Pantheon. |
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