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Palazzo dell'Accademia delle Scienze |
Il lato sud-ovest di piazza Carignano è chiuso dal fianco dell'imponente e severo Palazzo dell'Accademia delle Scienze che ha la facciata sulla via omonima. Il palazzo venne progettato da Guarino Guarini ed iniziato nel 1678. L'alto portale è sormontato da un lungo balcone aggiunto nel secolo scorso.
Sorto come «Collegio dei Nobili», fu poi sede dal 1787, per concessione di Vittorio Amedeo 111, della gloriosa Accademia Reale delle Scienze, la cui fondazione risale al 1757 ad opera di Luigi Lagrange (1736-1813), celebre Matematico, di Francesco Cigno (1734-1790), fisico e medico valentissimo, e di Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio (1734-1810), chimico e sperimentatore insigne.
Oggi l'Accademia delle Scienze è divisa in due «classi»; una per le Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali, l'altra per le Scienze Morali, Storiche e Filosofiche; possiede una ricca biblioteca che custodisce e ordina i corteggi, i manoscritti, gli Atti delle principali Accademie scientifiche del mondo.
Attualmente il palazzo ospita anche il Museo Egizio, il Museo di Antichità e la Galleria Sabauda. Nelle sale del Museo Egizio ritroviamo come per incanto la «voce» della civiltà di un tempo lontanissimo; le statue, i papiri, i frammenti di tela lintea con dipinte scene di danza, di caccia e navi a remi, la carta topografica delle miniere aurifere e di basalto di Uadi el-Hammat, le grandi sfingi del re Amenhòtep III, i sarcofaghi, le mummie, i vasi canopi ci permettono di ricostruire lo vicenda del popolo egizio, i suoi costumi, le sue leggi, i suoi ordinamenti religiosi e sociali.
Il Museo di Antichità contiene materiale archeologico dall'epoca preistorica fino alla tarda romanità. Di particolare importanza: le ceramiche cipriote e greche, i vetri romani, statuette e suppellettile domestica provenienti da Libama, Pollenzo, Susa, lo collezione di argenti del tesoro di Bosco Marengo, con il bel ritratto di Lucio Vero. Il nome di Galleria Sabauda deriva alla pinacoteca torinese dall'essere costituita, nel suo principale nucleo, dalle opere che, a cominciare da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele I, i Duchi di Savoia e i Re di Sardegna accolsero e ordinarono, prezioso adorna mento, nei loro palazzi.
La Galleria Sabauda è soprattutto interessante per le opere fiamminghe e olandesi, fra le quali si annoverano capolavori di fama mondiale, e per i dipinti di scuola piemontese, veneta e toscana. Tra le opere più ammirate ricordiamo: la «Madonna col Bambino», del Beato Angelico; la «Predicazione di S. Ambrogio» e la «Consacrazione di S. Agostino, Madonna col Bambino», di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone; «Tobia e l'arcangelo Raffaele», di Antonio e Pietro Pollaiolo; la «Madonna col Bambino e Santi», di Andrea Mantegna; l'«Adorazione dei pastori», di Girolamo Savoldo; l'«Annunciazione», di Orazio Gentileschi; la «Veduta dell'antico ponte sul Po a Torino » , capolavoro di Bernardo Bellotto; il «San Francesco che riceve le stimmate», di Jean van Eyck; « Spiaggia marina», «Sagra di contadini», «Sagra campestre», « Fiume nelle Fiandre », di Giovanni Brueghel; il «Ritratto dei tre figli di Carlo I d'Inghilterra », di Antonio van Dyck. |
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