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Guido Gozzano |
Il più grande dei poeti che si sogliono indicare con il nome di «crepuscolari» è Guido Gozzano, nato a Torino il 19 dicembre 1883. Studiò dapprima giurisprudenza ma i suoi interessi furono soprattutto letterari e, dopo lo laurea, si dedicò alla pubblicistica collaborando alla «Stampa», alla «Lettura», alla «Nuova antologia».
Nel 1907 apparve a Torino, presso l'editore Streglio, il poemetto La via del rifugio che destò subito molto interesse, e nel 1911, a Milano, presso l'editore Treves, seguirono i Colloqui che consacrarono la fama del giovane poeta. Ma già si era manifestato il male che doveva condurre il Gozzano alla morte ed egli, nella speranza di un qualche giovamento, si mise in viaggio verso l'India, verso quel sole e quel mare e quel clima da cui attendeva la salute.
Da tale viaggio nacque un libro di prosa, Verso lo cuna del mondo. Lettere dall'India, e molti brani di poesia sulla vita delle farfalle. Ma il 9 agosto 1916, a soli trentatré anni, egli si spense e non vide stampati né il libro del suo viaggio, né altri di fiabe e novelle che aveva composto e che apparvero postumi: La principessa si sposa (fiabe 1918); L'altare del passato (noverle 1918); L'ultima traccia (novelle 1918).
La lirica del Gozzano è piena di sogni e di rimpianti, di un sentimento distaccato e ironico della realtà, di una melanconica e lucida coscienza dello sfiorire delle cose, del tempo, della vita. Il suo capolavoro può essere considerato l'idillio intitolato La signorina Felicita per la vagheggiata e conseguita perfezione poetica, per lo descrizione ironica e affettuosa della riposata vita provinciale, per lo nostalgia di «quel dolce paese che non dico», della «serenità canavesana», delle piccole gioie che costituiscono lo trama dei nostri giorni terreni e lo possono consolare e fare accettare. |
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