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Torino Date storiche di Torino
 
 

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Date storiche
30 a. C.: I Romani, sui resti di un abitato celtico, fondano Augusta Taurinorum.
69 d. C.: Durante la lotta tra gli eserciti di Ottone e di Vitellio, la città è distrutta da un incendio.
312: Presso la città Costantino sconfigge i seguaci di Massenzio.
Sec. V-VI: Mentre scompaiono tutte le città subalpine, Torino conserva una notevole importanza, diviene un importante centro religioso e si afferma come grande diocesi.
569: Dal Veneto e dalla Lombardia rapidamente si estende l'invasione longobarda. I Longobardi eserciteranno il loro dominio fino alla venuta in Italia di Carlo Magno.
940: Arduino il Glabro, iniziatore della dinastia arduinica, dopo lunghe lotte, riesce ad ottenere la contea di Torino.
Sec. XI: Nella prima metà del secolo Olderico Manfredi, della dinastia arduinica, è una figura di primo piano. Sua figlia Adelaide sposa nel 1046 Oddone, figlio di Umberto Biancamano, primo conte della dinastia dei Savoia. Questo fatto sta alla base delle successive pretese dei Savoia su Torino, fatte costantemente valere attraverso una lotta durata circa due secoli per affacciarsi alla pianura padana.
1097: Umberto II di Savoia assume per primo il titolo di conte e di marchese di Torino, ma non ottiene di occupare la città. Alla morte di Adelaide (1091) la «marca» di Torino rimane in balia dei numerosi e forti pretendenti. AI principio del XII secolo la «marca» finisce per frantumarsi.
1147: Amedeo 1II di Savoia parte per la seconda Crociata e cosi il Comune può organizzarsi liberamente e nominare i Consoli.
1280: Dopo lunghe lotte Tommaso III di Savoia entra in definitivo possesso di Torino.
Sec. XVI: Francesco I di Francia occupa Torino nel 1536; la città resterà in suo dominio per ben 25 anni. In seguito al trattato di Cateau-Cambrésis (1559) i Savoia ritornano in possesso dei loro territori.
1713: Con l'attribuzione del titolo regio a Vittorio Amedeo II, Torino diviene la capitale del Regno Sabaudo.
1796: L'esercito piemontese e quello austriaco sono vinti a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte (paesi in provincia di Savona) e il Piemonte cade in balia dei Francesi di Napoleone.
1798: La «cittadella» di Torino viene occupata dalle truppe francesi e il generale Joubert impone a Carlo Emanuele IV di abdicare e di abbandonare Torino. Il Piemonte viene così unito alla Repubblica Francese e diviene il capoluogo del dipartimento dell'Eridano.
1814: Alla caduta di Napoleone truppe austriache occupano il 9 maggio 1814 Torino, ormai abbandonata dai Francesi, e il marchese di San Marzano, con il titolo di governaatore, pubblica un proclama per annunziare la restaurazione della dinastia sabauda. Fra manifestazioni di giubilo Vittorio Emanuele I fa il suo ingresso a Torino, il 20 maggio.
1821: Le rivoluzioni di Spagna e di Napoli hanno immediata eco in Torino. Il Prinncipe Carlo Alberto, provvisoriamente reggen te, concede la costituzione (15 marzo). Il 10 aprile, dopo l'allontanamento di Carlo Alberto, il generale Sallier De La Tour, rimasto fedele con le sue truppe a Carlo Felice, rientra a Torino e vi ristabilisce l'ordine.
1831: Carlo Alberto diviene re di Sardegna e 1'8 febbraio 1848 concede lo Statuto.
1848 (23 marzo: 9 agosto) - Prima fase della prima guerra d'indipendenza. Dopo la disastrosa disfatta di Custoza (23-25 luglio) e, dopo aver tentato una disperata resistenza sotto le mura di Milano (4 agosto), Carlo Alberto deve ritirarsi. Il 9 agosto il generale Salasco firma l'armistizio in base al quale i Piemontesi avrebbero dovuto ripassare il Ticino.
1849 (20-23 marzo): Seconda fase della guerra. L'esercito piemontese è definitivamente sconfitto a Novara e Carlo Alberto abdica in favore del figl io Vittorio Emanuele II.
1859 (aprile-luglio): Ha inizio la seconda guerra d'indipendenza, combattuta con l'aiuto dei Francesi e terminata con l'armistizio di Villafranca, concluso da Napoleone II con l'Imperatore Francesco Giuseppe. Secondo l'armistizio la Lombardia sarebbe stata ceduta alla Francia, che a sua volta ne avrebbe fatto dono al Piemonte.
1860 (11-12 marzo): Il Cavour, presidente dei Ministri, in Toscana, in Emilia e nella Romagna promuove i plebisciti, che daranno una enorme maggioranza per l'annessione al Piemonte.
 


 
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