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Famiglia Grue |
La prima celebre famiglia di maiolicari che operò in Castelli fu quella dei Grue il cui nome originario si suppone fosse Truvo. Capostipite della famiglia fu Francescantonio (1594-1673), ma il caposcuola dell'arte castellana fu il figlio Carlantonio (1655-1723) che impresse all'arte delle ceramiche un'originale riforma stilistica e lavorò per Principi della Chiesa e per Imperatori.
Dei figli che collaborarono con lui ricordiamo Francescantonio Saverio (1686-1746), spirito eclettico che studiò pittura in Urbino e dipinse tra l'altro vasi con poesie dedicate alla Madonna di Loreto e tuttora conservati nel Santuario. Degni rappresentanti di questa singolare famiglia furono anche Anastasio (1691-1742), fine paesista, che per primo cominciò a mettere «l'oro vero nelli vasi di terra cotta», e Liborio (1702-1776) che eccelse nelle pitture di scene storiche e di figure muliebri.
Uno degli ultimi ceramisti dei Grue fu Saverio (1731-1806 circa), che viaggiò molto all'estero ed è particolarmente ricordato per aver avuto da Ferdinando IV di Borbone l'incarico di dirigere la fabbrica di porcellane in Napoli. |
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