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Lucio Livio Andronico |
Verso il 280 a.c. nacque in Taranto Lucio Livio Andronico, appassionato cultore di letteratura, che, per primo, portò nel mondo romano la passione ed il gusto per la poesia, la tragedia e la commedia. Questi generi letterari, che in Grecia avevano ormai raggiunto espressioni perfette e inimitabili, solo in questi anni incominciavano ad essere conosciuti ed apprezzati dai popoli latini, fino allora dediti esclusivamente alle armi ed al lavoro dei campi.
Ma quando ormai Roma, affermatosi vittoriosamente per mare e per terra, si avviava a divenire una grande potenza, anche il gusto dell'arte ed il desiderio del divertimento trovarono il favore sia delle persone colte che del popolo. Per queste ragioni appunto, lo nobile gente Livia portò con se da Taranto, come un tesoro prezioso, uno schiavo della Magna Grecia, che sapeva quasi a menadito l'opera di Omero e conosceva tutti gli scrittori greci.
Lucio Livio Andronico infatti, giunto a Roma, ed emancipato, divenne un famoso pedagogo in casa dei nobili Livii, dove traduceva per i giovani romani, assetati di sapere, le opere immortali di Omero. Adattava le divinità greche a quelle venerate dai Romani; i nomi dei personaggi prendevano la desinenza latina e il verso greco risuonava un po' duro e cadenzato nel verso è saturnia latino, che era basato sull'accentuazione e non ancora sulla lunghezza delle sillabe.
Questa traduzione dell'Odissea, rozza ma importante perchè lo prima, è l'unica opera che, pur frammentario, ci rimane dell'attività letteraria di Andronico. Nulla invece, se non nove titoli, ci rimane delle tragedie e delle commedie che, sempre traducendo dal greco, Andronico potè far rappresentare in Roma durante le principali festività religiose. |
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