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Giovanni Paisiello
L'Anfione tarantino, come venne grecamente soprannominato Giovanni Paisiello, nacque a Taranto nel 1740 da un umile fabbro ferraio. Dotato di grande inclinazione per la musica, studiò diversi anni a Napoli nel Conservatorio Sant'Onofrio ed ebbe carriera facile e brillante sin dagli inizi. Già la sua prima opera: Il ciclone, rappresentata a Bologna, ottenne lusinghevoli consensi.

Da allora la sua musica fu ammirata ed applaudita nelle principali corti d'Italia e d'Europa. A Pietroburgo, dove rimase illustre ospite per otto anni, la corte di Caterina II lo idolatrò soprattutto dopo la rappresentazione del Barbiere di Siviglia. Dopo una breve sosta a Vienna, presso Giuseppe II, rientrò a Napoli, dove fu rappresentato per la prima volta, nel 1789, l'opera che rimase il suo capolavoro: Nina lo pazza per amore.
Concluse la sua carriera a Parigi, invitatovi, per la sua fama non mai venuta meno, dall'uomo del nuovo secolo: Napoleone. Il Paisiello, al pari di altri contemporanei, se da una parte si avvicinò solo convenzionalmente alla tragedia, portò indiscutibilmente il suo ossequioso contributo al genere comico. Autore di sinfonie, coltivò anche la musica sacra e da camera, nelle quali, pur mostrando sensibilità nuova, non riuscì tanto grande come nel melodramma. Morì a Napoli nel 1815 e venne tumulato nella chiesa del Terzo Ordine Francescano.
 


 
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