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Costa Di Rovigo |
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I Solisti Veneti per 'Frammenti' |
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Si presenta con un programma inconsueto, brillante anche nella sua impostazione grafica, il vivace concerto che "I SOLISTI VENETI" diretti da Claudio SCIMONE in collaborazione con la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PADOVA E ROVIGO proporranno la sera di
SABATO 20 OTTOBRE 2007 alle ore 21
presso la CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA di COSTA DI ROVIGO
all'interno del multiforme itinerario artistico promosso dalla Fondazione sotto il suggestivo titolo "FRAMMENTI". Per una serata che si annuncia memorabile "I SOLISTI VENETI" ed il loro Direttore diretti da CLAUDIO SCIMONE, il gruppo musicale italiano più famoso nel mondo grazie a più di 400 incisioni discografiche e a concerti tenuti sui più importanti palcoscenici del mondo intero, presenterà un itinerario musicale dal significato intimamente religioso – considerata anche la sede che ospiterà il concerto – e nel contempo ricco di gioia e vitalità, raccogliendo un ampia scelta di pagine fra le più alte del periodo barocco, classico e romantico. Si crede spesso, ed erroneamente, che una sorta di malintesa serietà pervada la musica che in tanti secoli è stata composta per la liturgia. In vero non è proprio così, e ben lo dimostreranno i "Solisti" di Scimone la sera del prossimo 20 ottobre, presentando al pubblico, quasi con il fascino di un prestigiatore, un caleidoscopico viaggio attraverso capolavori di ogni epoca, accomunati da un interiore richiamo al misticismo. A partire dal grande Settecento veneziano, dai suoi grandi nomi, come Tomaso Albinoni con il suo glorioso Concerto in si bemolle maggiore "San Marco" per tromba e archi nato per risuonare a gloria del Patrono veneziano, forse, chissà... proprio sotto sotto le auree cupole della Basilica Dogale, e poi con Johann Sebastian Bach, il grande Kantor di Lipsia, che con l'Italia e con Venezia in particolare trattenne sin dal tempo della sua formazione un costante, ideale rapporto, studiando le opere di Frescobaldi, trascrivendo Vivaldi, Marcello e lo stesso Albinoni, quasi ad imparare da questi grandi il segreto di una musica che affascina. E di Bach, tratte dalla sua copiosa produzione sacra, verranno presentati i Preludi – Sinfonie, per usare il termine che lui stesso adoperava – alle Cantate 156 "Ich steh' mie einem Fuss im Grabe" e 169 "Gott soll allein mein Herze haben". La fantasia volerà poi ad un altro grande della musica italiana, Luigi Boccherini, e al suo celebre "Stabat Mater", frutto di lunga meditazione artistica, come testimoniano le due differenti versioni che di esso ci sono giunte, del quale "I Solisti Veneti" eseguiranno l'Ouverture. Dall'elegante repertorio francese, anzi per l'esattezza parigino, di metà Ottocento provengono il commovente e popolare "Panis Angelicus" di César Franck e l'ancor più popolare – se mai questo fosse possibile – "Ave Maria" che Charles Gounod scrisse sul Preludio in do maggiore del primo libro del Clavicembalo ben temperato di Bach. Sottili collegamenti che svelano passo dopo passo la sapiente trama che conduce il programma del prossimo 20 ottobre, all'interno del quale, come perle d'una preziosa corona, sono incastonate gemme quali l'Ouverture del "Messiah" di Georg Friederich Haendel, lo sconvolgente "Terremoto", ultima pagina de "Le Sette Parole di Gesù Cristo sulla Croce" di Franz Joseph Haydn, e la serena, spontanea Sonata da Chiesa in re maggiore K 69 di Wolfgang Amadeus Mozart, forse il più ispirato profeta in musica di tutti i tempi. E poi virtuosismo, senza freni, quel virtuosismo del quale "I Solisti Veneti" sono da sempre campioni incontrastati: d'un canto l'acrobatico virtuosismo violinistico di Niccolò Paganini nelle sue "Variazioni di bravura sulla quarta corda sul tema della Preghiera "Dal Tuo stellato soglio", dal "Mosè" di Rossini" dall'altro il virtuosismo del bel suono nel delicato Adagio in re bemolle maggiore per clarinetto e archi di Richard Wagner; prima di udire nuovamente il festoso squillo della tromba nel Concerto in re maggiore "Sant'Antonio" per tromba e orchestra di Giuseppe Tartini e di immergersi infine, letteralmente incantati, nell'intramontabile fascino di Venezia con il terzo movimento del Concerto in re maggiore RV 212 che Antonio Vivaldi scrisse per le sue esecuzioni alla Pietà di Venezia nel lontano e mai così vicino anno 1712.
Ingresso libero
Evento segnalato da: Studio PRP
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