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Descrizione |
Prato è il capoluogo dell'omonima provincia e sorge in prossimità del Monte della Retaia, ultima cima della Calvana, gruppo montuoso caratterizzato dalla presenza di un terreno carsico e di numerose grotte. Il paesaggio si presenta ricoperto da boschi di carpino, cerro e quercia, mentre le zone più fertili sono coltivate ad uliveti. Prato è inoltre attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell'Arno.
Il fiume fu utilizzato fin dall'alto Medioevo per mezzo delle gore, di un struttura di distribuzione dell acque e in seguito all'installazione di un sistema di mulini. Le gore rappresentano il punto intorno al quale di sviluppò l'industria medievale tessile e molitoria e della produzione della lana. In seguito all'Unità d'Italia, Prato fu interessata da una forte industrializzazione, soprattutto nel settore del tessile, tanto che lo storico Emanuele Repetti, nel corso dell'Ottocento, la definì la Manchester della Toscana. Gli opifici tessili crebbero e si espansero a macchia d'olio tanto che Prato fu denominata anche città delle cento ciminiere. Nel secondo dopoguerra i vecchi opifici, ormai indisuso, divennero reperti di archeologia industriale. Simbolo della memoria e dell'attività tessile attuale di Prato è oggi il Museo del Tessuto.
Nonostante la storia di Prato sia legata all'industrializzazione, non mancano luoghi e monumenti di indubbio interesse, molti dei quali sono edificati usando materiali reperiti nei territori circostanti, in particolar modo due tipi di marmo: il marmpo laberese della Retaia, di colore bianco e il marmo serpentino del Monteferrato, di colore verde, ottenendo un effetto suggestivo, dato dalla bicromia negli edifici.
Il Patrono della Città è Santo Stefano, festeggiato in occasione del 26 Dicembre, mentre altri momenti dedicati alla festa e alla tradizione sono rappresentati dall'Ostensione della Sacra Cintola della Madonna, ospitata all'interno della Basilica Cattedrale di Santo Stefano, nella cappella affrescata da Agnolo Gaddi e dal Corteggio Storico, che prevede giochi con le bandiere ed esibizioni di trio con la balestra antica.
La cucina tipica di Prato non si discosta molto da quella toscana, vanno comunque menzionati i biscottini di Prato, chiamati anche cantuccini o cantucci e consistenti in biscotti secchi ottenuti tagliando a fette la pasta ancora calda e i bruttiboni, meglio consciuti col nome di Mandorlati di San Clemente, a base di mandorle.
Prato figura nella lista delle Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, dopo aver ricevuto, nel 1994, la Medaglia d'Oro al Valor Militare, come riconoscimento dei sacrifici compiuti dalla sua popolazione durante le lotte partigiane, nel Corso della Seconda Guerra mondiale. |
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| »Comuni con descrizione limitrofi al comune di Prato: Agliana |
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