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Gratteri |
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Festa di San Giacomo Maggiore Apostolo, patrono di Gratteri |
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Festa di San Giacomo Maggiore Apostolo, patrono di Gratteri 7-8-9 settembre
Non si è ancora certi sulla data dell' elezione di San Giacomo a Patrono di Gratteri. Tuttavia è risaputo che fin dai tempi della dominazione Araba, il popolo Gratterese aveva il culto verso l'Apostolo San Giacomo. La tradizione dice che San Giacomo intervenne per liberare il paese dall'assedio dei Saraceni. Tutti gli storici che si occuparono di Gratteri asseriscono che San Giacomo è il Patrono del paese e che verso il 1150 Ruggero donò ai Signori di Gratteri un osso del costato del Santo.
Fino al 1860 la festa si celebrava il 25 di Luglio, preceduta da una fiera che durava ben otto giorni. Per volontà popolare la festa venne trasferita da Luglio a Settembre e precisamente nei giorni 7, 8 e 9, perché molti agricoltori a Luglio erano impegnati nei campi per la mietitura del grano.
I gratteresi, anche quelli lontani, sono sempre fedeli al Patrono e annualmente mandano il loro obolo.
Il simulacro è una statua a grandezza naturale ed è collocato sotto una pregiata cupoletta sorretta da colonne. Il Santo è rappresentato con un libro sotto il braccio, simbolo del Vangelo, e con il bordone di pellegrino nella mano destra. Il Santo è ornato da una stola rossa, simbolo del suo sacerdozio e del suo martirio. Collocata sul fercolo, nel dialetto locale "a vara", la statua è abbastanza pesante e occorrono dai dieci ai sedici giovani dalle robuste spalle per trasportarlo in Processione.
Anticamente il Santo, durante la Processione pomeridiana, si fermava davanti ad ogni casa attendendo l'elemosina, sia in denaro che in natura: grano, orzo, olio, fave ecc...(i prodotti più offerti), oggi l'obolo è solo in denaro.
Al termine della Solenne Processione serale, nella piazza antistante la Chiesa Madre ha luogo la benedizione con la reliquia, durante la quale i giovani trasportatori del Santo si inginocchiano con il fercolo sulle spalle. In un silenzio assoluto si ode una voce, che è il grido dei gratteresi: "E chiamamilu cu vera fidi" e il popolo risponde: "Viva lu gran protetturi SAN GNIAVICU!". Dopo la benedizione il Santo viene traslato nella Chiesa di S. Giacomo e lì viene collocato sull'altare maggiore.
Come devozione verso San Giacomo, alla fine della Processione è usanza distribuire ai fedeli alcuni grappoli di uva, simbolo della festa.
Evento segnalato da: Dario Drago (http://d2design.altervista.org)
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