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Caio Mario |
Nacque ad Arpino nell'anno 158 a. C. Fu eletto nel 119 tribuna della plebe, propretore in Spagna nel 115 e console nel 107.
Con non comune abilità militare, Mario pose termine alla guerra che Roma stava combattendo contro Giugurta, re di Numidia, guerra che si era trascinata a lungo per la disonestà e l'inettitudine dei comandanti. La gloria di Mario si accrebbe ancora pochi anni dopo quando ricacciò i barbari che provenienti dal nord, dilagavano verso l'Italia; sconfisse così nell'anno 102 a. C. i Teutoni ad Aquae Sextiae (oggi Aix les Bains, in Provenza), indi, nel 101, i Cimbri ai Campi Raudii, presso Vercelli.
Al suo ritorno a Roma fu salutato salvatore della patria, terzo Romolo.
Quando nell'anno 88 a. C. al console Silla, del partito aristocratico, fu affidato il comando della guerra contro Mitridate, si scatenò la reazione del partito democratico che fece revocare l'imperium a Silla per affidarlo al vecchio Mario. Dalla Campania Silla marciò su Roma e se ne impadronì con la forza, indi partì per l'Oriente. Durante l'assenza di Silla, Mario rientrò in città e la insanguinò compiendo feroci stragi tra i suoi avversari e si fece eleggere console per la settima volta. Nel furore di quelle stragi, mentre si preparava ad assumere il comando della guerra contro Mitridate, Mario moriva. Era l'anno 86 a. C. |
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