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Santa Maria del Fiore |
E' la Cattedrale di Firenze, sorge sull'area dell'antica Chiesa di Santa Reparata.
I lavori della superba costruzione, la terza della Cristianità dopo San Pietro di Roma e San Paolo di Londra, furono iniziati da Arnolfo di Cambio il giorno 8 settembre 1296 su questo ordine della Repubblica: «che venga costruita una Chiesa in modo da essere degna di un cuore che si espanda ad immensa grandezza, simile all' anima della nobile città, che è composta dalle anime di tutti i cittadini».
Dopo Arnolfo, Giotto, e poi Francesco Talenti e il Brunelleschi, furono i massimi artefici della Cattedrale, che il 25 marzo 1436, dopo centoquarant'anni, fu consacrata da papa Eugenio IV.
Il suo interno, grandiosamente severo e nudo, è a tre navate, con tre tribune terminali; la facciata, rivestita di marmi bianchi, verdi e rosa, è del secolo scorso; la vastissima e slanciata cupola, e la lanterna che la corona, sono opere geniali ed arditissime di Filippo Brunelleschi, il quale concepì e realizzò il progetto, allora ritenuto impossibile, di costruire la cupola senza ricorrere ad armatura esterna.
Tutti sanno come fece; ne fu costruita una più piccola che gli servì d'appoggio per edificare quella esterna.
Chi voglia ammirare il panorama di Firenze dalla base della lanterna non ha che da salire i 463 scalini che collegano le due cupole.
La cupola ha grandi affreschi illustranti il Giudizio finale; ad essi lavorarono il Vasari per due anni e Federico Zuccari per altri cinque.
L'interno accoglie le tombe di alcuni grandi Fiorentini, tra i quali Giotto, Brunelleschi e De Fabris, l'autore della facciata; opere di Benedetto da Moiano, di Paolo Uccello, di Donatella, dei Della Robbio, del Ghiberti, di Nonni di Banco, e quel gruppo rudemente scolpito da Michelangelo, che rappresenta la Pietà, con il Cristo morto dal corpo contorto, con Nicodemo dal viso fasciato dalla penombra del cappuccio, con lo Vergine tutta stretta al Figlio come per assumerne lo pena.
Alle spalle della Cattedrale è il Museo dell'Opera del Duomo, in cui sono raccolte opere che già si trovavano nel Battistero, nel Campanile e nel Duomo; rinomate sono, fra tanti tesori d'arte, le statue di San Giovanni, di Geremia e di Abacuc, tutte di Donatella, nonché le due celebri Cantorie di Donatella e di Luca della Robbia.
Il Campanile che, secondo gli ordini della Repubblica, doveva superare in bellezza quante altre opere del genere «fossero state fatte dai Greci e dai Romani ne' tempi della loro più florida potenza», fu progettato da Giotto il quale condusse lo costruzione fino alla prima zona delle formelle. Andrea da Pontedera lo continuò dopo lo morte di Giotto, e lo ultimò Francesco Talenti che modificò il progetto, di Giotto, introducendovi le bellissime bifore e le trifore gotiche.
Intorno al 1359 l'opera stava compiendosi. Alta circa 82 metri, essa comunica un senso di gioia. Nel basamento Andrea da Pontedera, Luca della Robbio e Andrea Orcagna hanno scolpito scene rappresentanti la Creazione, il lavoro degli uomini, i mestieri e le arti, le virtù, le arti liberali e i sacramenti. |
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