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Orsanmichele |
Il nome significa «San Michele in Orto».
Prima del Mille sorgeva, infatti, in questo luogo un oratorio dedicato all'Arcangelo Michele, all'ombra del quale i buoni frati coltivavano un orto. Al posto di questa isola di preghiera e di laboriosa pace fu innalzata, nel 1290 e per opera di Arnolfo di Cambio, una loggia a pilastri per lo conservazione del grano nei tempi di carestia e di guerra.
Costruiti i magazzini, Francesco Talenti, Neri di Fioravante, Benci di Cione e Simone Talenti ebbero l'ordine di ingrandire l'edificio. Simone Talenti chiuse le arcate e trasformò l'edificio in una chiesa. Nei tabernacoli esterni, che ornano i pilastri tra le arcate, furono collocate le statue dei Santi protettori delle Arti Maggiori, statue che vennero modellate dalla metà del Trecento al 1601, da Donatello, Michelozzo, Ghiberti, Verrocchio, Nonni di Banco, Boccio da Montelupo, Giambologna. Tra queste statue figurava, celeberrimo, il San Giorgio di Donatello, ora al Museo Nazionale.
Nell'interno della chiesa è conservato il famoso Tabernacolo di Andrea Orcagna, capolavoro in stile gotico-fiorentino. |
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