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Leonardo da Vinci
Uno dei più grandi geni dell'umanità, nacque nel Valdarno, e precisamente a Vinci, nel 1452 da ser Piero notaio. Ancora giovinetto venne mandato a Firenze dove frequentò, per apprendere l'arte della pittura, la bottega del Verrocchio, e dove ebbe come compagni il Botticelli e il Perugino.

La continua ansia di ricerche, la vastità dei problemi che si agitavano in lui, lo posero ben presto in una posizione di grande rilievo nel raffinato ambiente fiorentino, quell'ambiente che egli supererà con ardito volo. Della sua prima attività di pittore sono l'Annunciazione e l'Adorazione dei Magi, opera quest'ultima che non venne compiuta.

Nel 1483 lasciò Firenze e si recò a Milano alla corte del duca Ludovico il Moro che lo volle presso di sé come ingegnere, architetto, pittore e scultore. In questo periodo della sua vita si dispiega in tutta la sua potenza il genio di Leonardo, che si occupa di problemi di idraulica, di geometria, di fasica, di botanica, di urbanistica e di medicina, e che indaga intorno ai principi che debbono formare l'arte della pittura.

Sono di questo tempo La Vergine delle rocce e il Cenacolo, lo cui composizione è ricordata nelle «Vite» di Giorgio Vasari.

Alla corte di Ludovico il Moro si inizia per Leonardo un periodo di esistenza errabonda durante la quale, se certa fu rana minori le realizzazioni di capolavori, ebbero invece mirabile svolgimento le meditazioni e i pensieri, intesi a cogliere l'unità della vita universale e il suo respiro.

Scrisse Isidoro del Lungo a proposito dei manoscritti di Leonardo: «Se guardiamo un manoscritto di Leonardo, vediamo macchine, ordigni, figure geometriche, edifizi, figure sbozzate, scorci, talvolta più espressioni di figure che figure, e tal altra teste bene e gagliardamente finite, specialmente, di vecchi arcigni e rubesti; e di fianco, in cima, dappiedi, ne' vuoti, nello sfuggire dei margini, dove lo spazio si è offerto, dove la mano si è posata, una sentenza, un motto, una definizione, un teorema, una distesa trattazione oppure una citazione, una trascrizione, un'allusione, parole a fermare un'idea, una parola sola».

Dal 1500 al 1515 Leonardo fu a Mantova, a Venezia, a Firenze e forse visse anche accanto al famoso duca Valentino (Cesare Borgia), immortalato nel «Principe» del Machiavelli.

Nel 1503 Leonardo si pose a lavorare per l'affresco della Battaglia di Anghiari, affresco che non fu realizzato; studiò a Fiesole il problema del volo, passando così lo sua vita in ricerche tra loro disparatissime, come sono quelle della pittura e della scienza. Nel 1513 si trasferì a Roma dove dipinse l'enigmatico quadro della Gioconda. Ed ecco che il re Francesco I di Francia, lo chiama alla suo corte; egli lo raggiunse nel 1517. Nacquero allora il San Giovanni e lo Sant'Anna, e proprio in Francia, nel castello di Cloux in Amboise, Leonardo moriva il 2 maggio 1519.

L'Autoritratto di Leonardo è conservato a Torino al Palazzo Reale, l'Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie di Milano, l'Annunciazione a Firenze nella Galleria degli Uffizi. A Parigi, al Louvre, sono conservati uno Studio per l'adorazione dei Magi, uno Studio per una Madonna, la Vergine delle Rocce, lo Vergine con bambino e Sant'Anna, San Giovanni Battista e lo Gioconda.

A Londra, nella Galleria dell'Accademia, si osserva il Cartone per la Vergine e Sant'Anna. Ancora agli Uffizi, in Firenze si trovano il Battesimo di Gesù, lo Adorazione dei Magi, e a Roma, nella Pinacoteca Vaticano, si ammira il San Girolamo. Infine, nel Museo dell'Ermitage, a Leningrado, lo splendida Madonna del Fiore.
 


 
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