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Giovanni Boccaccio
Il primo narratore della nostra letteratura nacque probabilmente a Certaldo, in Valdelsa, nel 1313. Abbiamo detto probabilmente perché una tradizione che ha considerevoli sostenitori, vorrebbe il Boccaccio nato a Parigi. Trascorsa la fanciullezza a Firenze, dove ricevette i primi insegnamenti, venne mandato ancora giovinetto dal padre a Napoli, a fare pratica presso il Banco dei Bardi. A Napoli, anziché occuparsi di mercaturo e di pratica commerciale, il Boccaccio si dedicò allo studio delle lettere e si aprì a quella sorridente contemplazione della realtà che egli trasfuse poi in tutte le sue opere.

Ha inizio così l'attività letteraria dello scrittore che compone la Caccia di Diana, il Filocolo, il Filostrato e parte delle Rime. Nel 1341, forse anche per la grave crisi che aveva colpito la compagnia dei Bardi, il Boccaccio tornò a Firenze; da questo anno incomincia una più complessa e matura esperienza letteraria.

Nascono il Teseida, il Ninfale d'Ameto, l'Amorosa visione, l'Elegia di Madonna Fiammetta, e il Ninfale Fiesolano. Dopo il 1348 il Boccaccio fece conoscere la sua opera principale: il Decamerone, una raccolta di cento novelle, la quale dovette essere compiuta sicuramente entro l'anno 1353. Queste novelle sono racchiuse dentro una armoniosa architettura di un gusto assai prezioso, che verrà imitato fino al '500 da tutti i narratori italiani. Dopo una breve introduzione, in cui spiega l'origine e il carattere dell'opera, il Boccaccio dice che durante la peste del 1348 si incontrarono nella Chiesa di Santa Maria Novella sette giovani donne e tre giovani uomini, che decisero di fuggire il pericolo dell'epidemia allontanandosi dalla città; infatti la lieta brigata si rifugia nel contado, in un bel palazzo; e per sfuggire alla noia, stabilisce di procedere alla narrazione di novelle. Così in 10 giorni vengono raccontate le 100 novelle che costituiscono l'opera, 10 per ogni giornata e 10 in tutto da ciascuno dei componenti lo brigata. La parola «Decamerone» vuole dire appunto 10 giorni.

L'opera rappresenta, secondo l'acutissimo giudizio del grande critico Francesco De Sanctis, l'antimedioevo. Infatti in essa non è possibile riconoscere nessuna delle concezioni religiose, teologiche o morali che avevano caratterizzato, ad esempio, l'opera di Dante. Il «Decamerone» è stato anche giustamente chiamato un'epopea della società mercantile: l'opera nasce infatti nell'atmosfera di rinascita economica che molte città italiane avevano conosciuto dopo lo crisi del Feudalesimo.

Nelle novelle del «Decamerone» si muovono centinaia di personaggi in situazioni sempre potentemente originali e di grandiosi effetti artistici. Fra i protagonisti di alcune novelle ricordiamo i più noti: Nastagio degli Onesti, Federico degli Alberighi, Guido Cavalcanti, Chichibio, Martellino, Ciocco e Bionedello e il personaggio di Calandrino, che potremo definire il personaggio dell'ingenuità.

Altre opere del Boccaccio sono: il Bucolicum carmen, il De casibus virorum illustrium, le Genealogiae deorum gentilium, il De montibus, silvis, fontibus, opera geografìca, il Corbaccio, la Vita di Dante, il commento dei primi 17 canti dell'Inferno di Dante. Boccaccio morì a Certaldo il 21 Dicembre 1375.
 


 
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