 | Informazioni |
| | |
|
|
|
Palazzo dei Diamanti |
Dai torrioni del Castello l'occhio di Ercole I poteva percorrere in un baleno la dritta via che per poco più d'un chilometro faceva da cardine al nuovo quartiere che l'estro ed il genio di Biagio Rossetti avevano armoniosamente edificato.
Circa a metà, la decumana, che prese poi il nome del duca Ercole, s'incrociava con l'ampia Via dei Prioni (gli attuali Corso Porta Po e Corso Porta Mare). Quel quadrivio costituiva, nel disegno del grande architetto ferrarese, il fulcro del nuovo quartiere e fu particolarmente abbellito; sorsero infatti ai suoi angoli tre maestosi palazzi: il Prospero Sacrati, celebre per la sua ricca Porta, il Turchi di Bagno e, fra tutti il più fastoso, quello dei Diamanti.
Il celeberrimo Palazzo dei Diamanti fu iniziato da Biagio Rossetti ma portato a termine soltanto nella seconda metà del '500. Gli danno particolare risalto i 12.600 blocchi di marmo tagliati a punta di diamante, che ne rivestono la facciata ed il fianco ingentilendo singolarmente la superba mole dell'intera costruzione.
Alla quiete delle sue sale è stata affidata la custodia di cospicue opere d'arte della scuola ferrarese; il palazzo ospita, infatti, al primo piano, la Pinacoteca Comunale e in alcune sale a pianterreno, prospicienti il giardino interno, il Museo Boldini che raccoglie molti quadri e disegni del pittore ferrarese Giovanni Boldini vissuto tra l'Ottocento e il Novecento. |
|
| |
|