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Duomo di Ferrara |
Nato per la munificenza di Guglielmo II degli Adelardi. Il Duomo fu infatti consacrato l'8 maggio 1135; la data precisa ed il nome dell'architetto (lo scultore Niccolò) erano rivelati da un'iscrizione, in endecasillabi, che si leggeva nell'arco del presbiterio:
'Li mille cento trenta cenque nato fo questo templo a San Gogio donato da Glelmo ciptadin per so amore e mea fo l'opra, Nicolao scolptore.'
Questi versi, ritenuti i primi del volgare italiano, furono distrutti dalle vicende del tempo, ma l'opera rimane a testimoniare lo grandezza di quell'antico costruttore e del devoto mecenate.
La facciata primitiva era in sobrio stile romanico, lo stesso che ancor oggi ammiriamo nella parte inferiore. Solo un secolo dopo elementi gotici si sovrapposero componendo un trittico cuspidale di incomparabile eleganza. Anche sui fianchi la fuga delle colonne e degli archi si compone in un'immagine di rara armonia, particolarmente sul lato destro, dove le colonnine di varia foggia, in marmo chiaro, risplendono nella piena luce del mezzogiorno sovrastando in bell'ordine le caratteristiche botteghe della «Loggia dei Merciai». Completano la maestà architettonica di questo insigne monumento medievale l'abside circolare di Biagio Rossetti, e il campanile incombente su l'animata Piazza Trento-Trieste, costruito a varie riprese, tra il XV ed il XVI secolo, su disegno di Leon Battista Alberti.
L'interno del Duomo, che originariamente era a 5 navate, subì varie trasformazioni ad opera del Rossetti che ricostruì l'abside, di Luca Danesi che rifece lo crociera, e di Francesco Mazzarelli che nei primi del '700 rinnovò completamente la struttura della chiesa dandole -l'aspetto attuale (atrio a tre navate longitudinali divise da grossi pilastri). Nel catino dell'abside ammiriamo il grande affresco del Giudizio Universale che il Bastianino compose al suo ritorno da Roma (1580-83), evidentemente ispirato dall'affresco michelangiolesco della Cappella Sistina. Altre opere del Bastianino, del Garofalo e del Francia sono conservate nelle cappelle laterali; ma le ricchezze artistiche più cospicue sono conservate nel Museo della Cattedrale, situato sopra l'atrio: ricordiamo, tra le maggiori, le due bellissime sculture di Jacopo della Quercia rappresentanti San Maurelio e lo Madonna del Melograno, e le grandi tempere del ferrarese Cosmè Tura raffiguranti S. Giorgio e l'Annunciazione. |
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