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Catanzaro Descrizione di Catanzaro
 
 

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Descrizione
Situata ad un'altitudine di circa 100 m sul livello del mare, Catanzaro conta quasi 100.000 abitanti. Si tratta del secondo comune della Calabria per numero di abitanti.

La sua posizione sull'istmo omonimo, che si inoltra sul Golfo di Squillace, la colloca nel punto più stretto della penisola, una striscia di terra di soli 35 km, che separa i due mari, lo Ionio ed il Tirreno.

Il nucleo originario della città è sorto su 3 colli, San Trifone, del Vescovado e del Castello, circondati dai torrenti della Fiumarella e del Musofalo. Il centro abitato ha accesso al mare Ionio, sul quale si trova una spiaggia ed un porto peschereccio.

Una curiosità: secondo alcuni il termine Italia deriverebbe dal termine Italioi, con cui i greci designavano i Vituli, popolazione abitante il territorio a Sud di Catanzaro. Il loro epiteto significa abitanti della terra dei vitelli, in quanto essi erano soliti adorare il simulacro di un vitello. Fino al V secolo a.c. con il toponimo Italia si designava solo la Calabria prima e tutto il Meridione della penisola poi. Fu soltanto con la concessione della cittadinanza romana alla Gallia Cisalpina, nel 49 a.c., che il termine iniziò a comprendere anche le regioni settentrionali del paese.

Tra le festività cittadine, molto seguite sono la Festa dell'Uva e del Vino, a Settembre, la Festa del Pane in Giugno, e la Festa del Patrono, San Vitaliano, il 16 Luglio, con cui coincide anche la Mirabilia, una rappresentazione storica in costume.

Il culto del Santo venne introdotto agli inizi del '300 dal Conte Pietro Ruffo, attraverso la costruzione di una cappella nella Cattedrale, che ne ospitasse le reliquie. Nel 1583 esse furono traslate altrove, sempre nel Duomo. Secondo la tradizione, il sepolcro trasuderebbe un liquido miracoloso, detto manna. Il Santo è celebrato in città di nuovo nell'occasione della Domenica in Albis.

La gastronomia locale si caratterizza per sapori decisi, di matrice ovviamente mediterranea. Spiccano tra i piatti la pasta e ceci con finocchi selvatici, la pasta dei mietitori, condita con sugo di cipolle, zucchine e patate e la pasta con le alici, preparata con alici sotto sale, mollica di pane e peperoncino.

La carne è molto apprezzata, sia quella di maiale che il manzo. Le lumache sono una prelibatezza locale, specie condite con un sughetto di pomodoro, aromatizzato con peperoncino, origano e foglie di alloro. Il piatto forte locale tuttavia, il Morzeddhu, interiora di vitello (eccetto il cuore) condite con una conserva di peperoncini piccanti, origano, alloro e vino rosso, ed accompagnato dalla Pitta, pane casereccio schiacciato, di forma circolare.

Anche i dolci sono ottimi, come i Monaceddi, preparati con uova sode farcite di cacao e fritti, o le ciambelle pasquali decorate con uova. Il vino locale è molto rinomato, specie la Malvasia.

La maschera tipica di Catanzaro è Giangurgolo, ovvero Giovanni dalla gola piena, con cui i calabresi mettevano in ridicolo la boriosa nobiltà siciliana spagnoleggiante. Bellicoso ma codardo, gran bevitore e mangiatore, il personaggio è molto popolare in città ed è stato al centro di diverse rappresentazioni teatrali.
 


 
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