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Brindisi |
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Mostra di strumenti musicali antichi, conferenza su tutela e valorizzazione dei beni musicali |
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| Indirizzo: |
Chiesa delle scuole Pie |
| Data: |
dal 30-8-2007 al 8-9-2007 |
| Sito Web: |
Non disponibile! |
| Visitato: |
585 |
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| Descrizione |
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L'esposizione degli strumenti della Collezione Spada, allestita all'interno della Chiesa delle Scuole Pie, nel centro storico di Brindisi, ha voluto puntare su un percorso in grado di avvicinare e attirare la curiosità anche e soprattutto di chi non sa molto della musica, degli strumenti e dei musicisti dell'epoca barocca.
In quest'ottica la mostra, il cui allestimento è stato curato dalla d.ssa Daria Spada, si sviluppa secondo un percorso che degli strumenti ha voluto mettere in risalto soprattutto il contesto d'utilizzo. Accanto quindi alla doverosa descrizione filologica, che ne evidenzia le specificità tecniche, organologiche, estetiche, si è voluto dare visibilità alla funzione che essi rivestivano: gli strumenti sono stati così suddivisi secondo la musica che erano soliti suonare, musica religiosa, orchestrale, da camera, e popolare.
Si è potuto in questo modo individuare e rendere visibile la corrispondenza esistente tra peculiarità dello strumento e l'ambiente che ne ha giustificato l'utilizzo, diverso se si trattava di un teatro, di una sala da pranzo, di una Chiesa, o di una piazza. A causa di ostacoli pratici che sono stati posti, i contributi multimediali e scenografici sono stati fortemente ridimensionati: è tuttavia possibile accedere al resto della collezione attraverso una postazione multimediale.
CONFERENZA: TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI MUSICALI
La conservazione intesa nella sua accezione più elementare come tutela e salvaguardia di un bene materiale o immateriale, è sempre stato interesse dell'uomo. Ovviamente il suo esercizio si è esplicitato nel corso dei secoli in modo diverso e soprattutto in rapporto al valore che si attribuiva al bene conservato. Il termine conservazione presuppone la raccolta e un insieme di pratiche atte a mantenere in vita il più a lungo possibile il bene preservato, pertanto ripercorrendo le tappe principali della storia del collezionismo e analizzando l'evoluzione del concetto di restauro è possibile comprendere quanto sia stato lungo e faticoso il percorso che ci ha portato nel presente, all'idea complessa e sofisticata della Conservazione.
Questo argomento è regolato da leggi e regolamenti che, negli ultimi decenni, si sono fatte sempre più raffinate ed esaustive per tutti i manufatti artistici ma, in tutta questa normativa, non compaiono mai ben specificati gli strumenti musicali: questi sono catalogati come oggetti d'uso oppure, come propone Franca Falletti, come strumenti scientifici. Anche questo però non è soddisfacente, lo strumento musicale non è solo espressione artistica ma mezzo, è il suono che merita l'attributo di artistico ed è il suono a determinare anche l'immaterialità dello strumento musicale.
Dunque, l'espressione più alta di questo particolarissimo bene non è visibile ma intuibile ed è udibile soltanto se lo si usa. Questo ha portato alla nascita di due scuole di pensiero sul modo di restaurare, una che propone un intervento invasivo sugli strumenti al fine di ripristinarne il suono ed un'altra che rifugge da ogni forma di intervento nel timore di perderne l'originalità. Probabilmente la soluzione migliore è quella di intervenire in modo brandiano, attuando interventi conservativi e reversibili senza tentare a tutti i costi un recupero funzionale. Questo richiede un grande sforzo culturale, bisogna imporre una nuova concezione della salvaguardia dei beni culturali, intenderli come documenti.
È necessario quindi passare dal concetto di bene culturale a quello di patrimonio culturale che supera e include quello di bene culturale, rivolgendosi anche all'ambiente e all'immateriale. In quest'ottica anche i concetti di conservazione e restauro sono superati e si passa ai concetti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale che comprende quindi anche i beni musicali materiali, immateriali ed inoggettuali.
La tutela e valorizzazione di questo patrimonio passa quindi per uno studio antropologico, per una contestualizzazione che ci possa far cogliere non solo i dati fisici ed acustici ma anche i contesti socio – culturali in cui era usato, l'uso che ne era fatto: potremmo così capire i gusti, la tecnica, i luoghi, la cultura in cui questi beni erano usati. Stesso valore e stesse difficoltà culturali va applicato alla tutela dei beni inoggettuali (danza, riti, tradizioni) ed immateriali (voci, suoni) ed ai supporti audio e video su cui sono conservati. Dobbiamo quindi reimpostare obiettivi e strategie per la tutela e valorizzazione dei beni musicali inserendoli in piani strategici territoriali quali gli ecomusei, che permettono ai cittadini da un lato un riconoscimento degli stessi come aventi funzione di identità culturale e dall'altro una fruizione più immediata e vicina alle sempre nuove necessità di una società in rapido cambiamento.
Evento segnalato da: Francesco (http://www.spada.criptanet.it)
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