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San Francesco |
Una corsa attraverso il centro cittadino ed eccoci davanti ad una nuova basilica; mutato l'anno di nascita, è mutato anche lo stile: dal romanico di Santo Stefano siamo passati al gotico di San Francesco. La chiesa dedicata al Santo d'Assisi fu iniziata ne11263; nel corso dell'ultima guerra fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, ma fu in seguito prontamente ricostruita. Nel breve recinto erboso dietro l'abside si elevano, a breve distanza l'una dall'altra, le belle tombe dei «glossatori» Accursio, Odofredo e Rolandino dei Romanzi, simili a quelle che abbiamo già ammirato nella piazza di San Domenico.
E poiché stiamo osservando l'abside, alziamo lo sguardo a rimirare i caratteristici archi rampanti che la sostengono e i due campanili che la fiancheggiano. All'interno della chiesa potremo poi sostare davanti alla bellissima ancòna scolpita da Jacobello e da Pier Paolo delle Masegne che, sul finire del Trecento, vennero dalla loro Venezia in Bologna ad arricchire la schiera degli artisti che gareggiavano per rendere sempre più bella la città che con tanta liberalità li ospitava. |
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