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Giacomo Quarenghi |
Seguendo la tradizione dei grandi architetti italiani chiamati, fin dal Rinascimento, alle corti dei sovrani di Europa, anche Giacomo Quarenghi lasciò la sua terra e visse lungamente in Russia, dove era stato invitato da Caterina II (1779). Nato a Rotafuori di Valle Imagna nell'anno 1744, il Quareghi studiò pittura, con alcuni allievi di Fra Galgario e con Antonio Raffaello Mengs, ma poi sentì una più certa vocazione per l'architettura. Erano gli anni in cui, in tutta l'Europa, si stava diffondendo il neo-classicismo, un movimento artistico che riproponeva il gusto e le predilezioni dell'architettura e della scultura antica, greca e romana.
Sotto cieli tanto diversi dai nostri, in paesaggi che non hanno né luce né tanto meno il colore che fanno vibrare la pietra dei templi di Agrigento o della Grecia, l'architettura neoclassica lasciò vasta impron ta di sé. Giacomo Quarenghi costruì i più insigni palazzi della città di Pietroburgo (Leningrado), quali l'Accademia delle Scienze, il Collegio delle fanciulle nobili, il Teatro dell'Eremitaggio, la «Cavallerizza» della Guardia Imperiale, e il palazzo del granduca Alessandro a Tsarkoie - Selo (1792 - 1796), dando alla città «un volto neoclassico». Il grande architetto morì a Pietroburgo nel 1817. |
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