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Giacomo Costantino Beltrami |
Nacque a Bergamo nel 1779. Fervido ammiratore di Napoleone e poi degli ideali liberali che si esprimevano nella carboneria (1820-21), insofferente di ogni restrizione del pensiero, scelse l'esilio e si fece «pellegrino della libertà», come tanti patrioti del l'Ottocento europeo. Giunto in America nel 1823, essendosi portato nella regione dove il Mississippi sfocia nel Golfo del Messico, pensò di conoscerne le misteriose sorgenti.
Con alcuni amici, e poi tutto solo, quando anche due selvaggi e un mulatto, presi da tremenda paura per la solitudine e la vastità di un paesaggio allucinante, lo abbandonarono, il Beltrami si avventurò, a bordo di un fragile canotto di scorza d'albero, in un viaggio che poteva essere senza ritorno, fino a che le sorgenti del Mississippi gli apparvero come in un bellissimo sogno. L'animo pieno di commozione gli dettò i versi con i quali volle consacrare la scoperta.
E qui bisogna ricordare che «Alcandro» era lo stesso Beltrami, che aveva assunto tale nome come «pastore di Arcadia», cioè come iscritto alla famosa settecentesca corrente di poesia. Il Beltrami esplorò anche il Messico, raccolse notizie sulla sua storia, sulla religione, sugli usi e costumi di quei popolo e riportò in Europa - singolarissimo ritrovamento - gli Evangeli tradotti in lingua azteca da fra Bernardino di Salagun, nel XVI secolo, e scritti su foglie di agave. Il Beltrami morì a Filottrano nel 1855. |
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