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Evaristo Baschenis |
Nacque a Bergamo nell'anno 1617. Ancor giovane vestì l'abito religioso e, in molti documenti, il pittore è chiamato «Prevaristo», cioè prete Evaristo. Nelle tele di Evaristo Baschenis, le «nature morte» sono i soggetti preferiti dal grande pittore.
L'arte dei liuti stava fiorendo nel '600, special mente a Cremona, e i sensibili violini, le chitarre, la panciute mandòle, le dolci vivuole, dovettero conquistare l'animo musicale del pittore. Si narra che un giorno arrivò nella casa del Baschenis un visitatore il quale si avvicinò ad una tela ove era dipinto un liuto. Egli guardò lo strumento e non s'accorse di essere di fronte ad una mirabile finzione di arte. Lo vide polveroso e trasse il fazzoletto per pulire il liuto. Lascio pensare a voi qual fu la sua meraviglia allorché vide che quel bel liuto esisteva soltanto nella tela dipinta!
L'aneddoto testimonia l'amore che il Baschenis poneva nel ritrarre i suoi diletti strumenti musicali perché non si spegnessero mai la loro voce, la loro anima canora, la pace e la serenità che essi comunicano, e quasi volesse tramandarci la maestria degli artigiani che li avevano costruiti. Il Baschenis morì nel 1677. |
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