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Francesco Flora |
Illustre letterato e Critico italiano, nacque a Colle Sannita, in provincia di Benevento, nel 1891. Dopo aver terminati gli studi giuridici partecipò alla prima guerra mondiale del 1915 -18. Alla fine del conflitto entrò a far parte del gruppo di studiosi e letterati meridionali capeggiati da Benedetto Croce, di cui il Flora fu sempre un fervente ammiratore. Sostenne e difese con coraggio e coerenza i principi dell'idealismo, unitamente all'Omodeo, al De Ruggiero e al Russo.
Durante il periodo del fascismo fu redattore nell'unica rivista italiana con carattere d'opposizione: la «Critica» e in seguito, nell'intervallo fra la prima e la seconda guerra mondiale, e anche dopo quest'ultima, lavorò per numerosi periodici quali: la «Rassegna musicale», «Leonardo», «Nuova Italia», «Fiera letteraria», «Aretusa», «Letterature moderne».
Fu direttore generale per le relazioni culturali con l'estero, membro dell'Accademia dei Lincei e docente di letteratura italiana presso l'Università di Bologna. Oltre alle numerosissime opere di critica letteraria, va ricordata la «Storia della letteratura italiana» del 1942: trattazione organica più volte ristampata e in seguito integrata della parte che riguarda il '900. Opera vasta e completa, molto conosciuta e apprezzata in Italia e all'estero.
Il Flora ha scritto inoltre opere a carattere politico: «Ritratto di un ventennio» nel 1944, e «Stampe dell'era fascista» nel 1945, nonché i romanzi «La città terrena» nel 1927, e «Mida, il nuovo satira» nel 1930; infine due libri di versi, riuniti poi in uno solo (1955) col titolo «Canti spirituali». |
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