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Chiesa di Santa Sofia |
Del periodo longobardo con annesso un pittoresco chiostro. Iniziata da Gisulfo II, venne ultimata da Arechi II, ma attraverso i secoli la pura forma architettonica iniziale rimase soffocata e immiserita dalle sovrastrutture posteriori; solo dopo gli ultimi restauri la chiesa si presenta nell'interessante, singolarissimo aspetto originale.
Ha una pianta per metà circolare (con tre absidi rotonde) e per l'altra metà a forma di stella. Le due absidi laterali conservano tracce di affreschi del IX e X secolo. All'interno si ergono, con uno snello ed elegante gioco di volte, due periboli: uno decagonale e uno esagonale; su quest'ultimo è appoggiata la cupola. La facciata era, originariamente, preceduta da un atrio con colonne, sotto cui si trovava una monumentale tomba di Arechi II «datore di gioia e di prosperità, di pace e di grandezza», come dice di lui Paolo Diacono che visse per qualche tempo alla sua splendida corte.
L'atrio in parte si rovinò durante il terremoto del 1688, travolto dalla mole del campanile, sorgente sulla sinistra della chiesa; il resto fu successivamente distrutto. Il campanile venne poi ricostruito, per prudenza, lontano dalla chiesa. Della facciata primitiva è conservato soltanto un portale romanico. Il chiostro è stato ricostruito e restaurato dopo il terremoto del 986: in esso sono molto evidenti le caratteristiche del romanico-campano e le influenze moresche. I marmi diversi delle colonnine, alcune delle quali di squisita fattura, gli svelti ed armoniosi archi orientali emanano colore e luce: è tutto un gioco di chiaroscuri da cui si staccano netti, contro il sole irrompente nel chiostro, i profili delle sottili colonnine dalle forme più svariate e dai capitelli scolpiti. |
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