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Antonio Cantore |
I sacrifici e le sofferenze che, nella lunga ed estenuante guerra di trincea degli anni 1915-1918, accomunarono umili soldati di ogni regione d'Italia nella più grande e terribile prova che la nostra Patria affrontò dopo la raggiunta unità, rifulsero anche in molti combattenti che per la dignità del grado che essi rivestivano, avevano altissime responsabilità di comando e di direzione delle operazioni militari. Alla guerra in Cadore è legato il ricordo, che qui vogliamo brevemente evocare, della morte di Antonio Cantore.
Nato a Sampierdarena nell'anno 1860, dopo aver conseguito il grado di sottotenente di fanteria, fece parte, dal 1898, del Corpo degli Alpini, dapprima come maggiore e poi come comandante dell'ottavo reggimento il quale fu impegnato, sotto la sua guida, nella guerra di Libia (1911-1912). Alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi Centrali (guerra italo-austriaca del 1915-1918) ebbe il comando della III Brigata alpina. «Desti nato a operare nel settore Baldo-Lessini, rapidamente passò il confine, occupò il monte Altissimo e sceso quindi in Val Lagarina, il 27 maggio 1915, dopo vivace combattimento entrò in Ala».
Dopo queste vittoriose azioni, il generale Cantore venne posto a capo della seconda divisione che occupava un tratto di fronte in Val Boite (Cadore). Il giorno 20 luglio 1915, mentre esplorava la zona delle Tofane che le trincee, i camminamenti, le gallerie avevano trasformato in una fortezza, il generale Cantore venne colpito in fronte da una pallottola di fucile. La notizia della sua morte fu subito conosciuta dai soldati, i qual i avevano potuto' ammirare in molte e difficili circostanze la bontà e la bravura del loro generale. Alla memoria di Antonio Cantore venne conferita la medaglia d'oro al valor militare, e, in suo onore, fu eretta a Cortina d'Ampezzo una statua. |
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