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Giuseppe De Nittis
Nacque a Barletta il 25 febbraio 1846. A scuola non mostrò alcun entusiasmo per gli studi regolari, ma rivelò subito una innata passione per le matite e i colori. Nel 1861 entrò nell'Istituto di Belle Arti di Napoli, che gli pareva la scuola fatta apposta per lui. Invece fu allontanato perché troppo insofferente delle rigide forme dell'insegnamento accademico.

Egli voleva «vedere» e cogliere liberamente, secondo il suo estro e la sua sensibilità, lo spettacolo meraviglioso della natura, soprattutto la gamma infinita dei giochi di luce e dei colori. Eccolo infatti dipingere al vento, al sole e anche sotto gli acquazzoni: così si formò lo stile di De Nittis «pittore all'aria aperta». Nel 1864 ebbe un primo riconoscimento: due sue minuscole scene «L'avanzarsi della tempesta», furono accettate alla Pinacoteca di Belle Arti «Salvator Rosa» di Napoli e lodate dai critici.

Due anni dopo De Nittis ebbe l'onore di veder acquistate alla stessa mostra, per conto del re Vittorio Emanuele II, i due dipinti «Un cascinale dei dintorni di Napoli» e «Il paesaggio degli Appennini». Ormai non  è più un ignoto. In un primo soggiorno a Parigi nel '67 la sua pittura dal vero piace, ma se vuoi avere successo deve accettare delle umilianti collaborazioni con pittori già celebri. Con molta dignità egli tenta di affermarsi per le sue doti personal i, ma presto deluso, torna in Italia a perfezionare il suo stile.

E proprio a Parigi, dove tornò nel 1872, coglierà la rivincita al Salon (la mostra d'arte parigina di prestigio internazionale), esponendo la piccola tela «Una strada da Brindisi a Barletta», che attira l'attenzione di tutti e lo rende celebre di colpo. In un soggiorno a Londra dipinge le grandi tele di vita londinese come «Westminster» e «La domenica a Londra» che colgono con lirica intuizione gli aspetti più tipici e l'atmosfera di quella città. Il 1878  è l'anno del suo trionfo alla Esposizione Internazionale di Parigi: il Governo Francese acquista il suo quadro «Le rovine delle Tuileries» e gli conferisce la Legion d'Onore. Ma la salute di De Nittis  è minata dal troppo lavoro e le forze fisiche lo abbandonano proprio al colmo della fortuna. Egli resiste disperatamente al male e al grave indebolimento della vista, e continua a dipingere fino all'ultimo. Si spegne, all'età di appena 38 anni, il 21 agosto 1884.
 


 
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