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Cattedrale di San Sabino |
Fu cominciata nel 1034 e venne compiuta nel 1062, ma fu distrutta quasi completamente nel 1156, al tempo della distruzione della città, per opera di Guglielmo il Malo. Rifatta interamente nel 1170-78, in stile romanico-pugliese, sul modello di San Nicola, più volte, rimaneggiata e restaurata, l'antica chiesa non ha perduto l'austera e nobile struttura romanica. La facciata ha un ricco fregio e un grande rosone, mentre i due fianchi si ornano, in alto, delle tipiche gallerie a esafore corrispondenti al matroneo.
Secondo la norma caratteristica pugliese, uri muro congiungente i due campanili chiude le tre absidi, formando così una facciata posteriore. Vi spicca una finestra absidale decorata da una fascia svolgentesi entro un superbo arco sostenuto da due sfingi che posano su colonne rette da elefanti: un insieme nobile ed elegante.
L'occhio che risale in alto, oltre la grandiosa finestra, ammira ergersi verso il cielo la snella cupola ottagonale della Cattedrale, la più bella della Puglia, recinta da una fascia decorata con magnifici arabeschi. Si ha l'impressione di trovarci di fronte a un minareto di Sicilia o di Spagna dei secoli X - XI. Forse gli scalpellini baresi, che lavoravano alla Cattedrale nel sec. XII, custodivano inconsapevolmente l'eredità artistica dei costruttori che tre secoli prima avevano eretto una Moschea al sultano di Bari.
L'interno della Cattedrale, a tre navate, è solenne e armonioso: nell'abside di sinistra vi sono i resti di affreschi del '200; sotto l'altare principale, si trova il corpo di San Sabino cui la chiesa è dedicata, portato da Canosa nell'anno 872. Negli archivi della Cattedrale si conserva un celebre «Exultet», preghiera che si legge nel cerimoniale del Sabato Santo, il più bello che si conosca. |
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