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Basilica di San Nicola |
Si ritaglia in un angolo della città vecchia, in vista del mare. Prima di aprir gli occhi sulla severa facciata, giova ricordare che in quel luogo fu, fin oltre la metà del secolo XI, la sede del governatore bizantino. Dov'è ora la chiesa, si apriva la grande corte su cui sorgeva, dentro una cerchia di mura e torri, il palazzo dei catapani e maestri dei militi che gli imperatori inviavano d'anno in anno da Costantinopoli a Bari a reggere i sudditi sempre più insofferenti. Iniziata nel 1087 con la direzione del benedettino Elia, che fu anche primo abate di San Nicola e vescovo della città dal 1089 al 1105, la costruzione della Basilica fu condotta avanti con grande ardore. Il 1° ottobre 1089 papa Urbano II consacrava la cripta della chiesa inferiore dove fu collocato, e ancora vi si trova, il corpo del Santo; sulla chiesa inferiore sorse molto lentamente la basilica superiore, che venne consacrata solo nel 1197. È una delle quattro chiese palatine di Puglia.
È una basilica a tre navate, a crociera, con tre grandi absidi, mascherate da un muro esterno. Due campanili fiancheggiano la facciata grandiosa e semplice, tripartita da due lesene che si alzano su colonne. La parte superiore è decorata da un occhio, da cinque bifore e da tre monofore; la parte inferiore è notevole per tre portali, bellissimo quello centrale, i cui stipiti e archivolti furono finemente scolpiti dai maestri comacini Ansaldo e Taddeo nel XIII sec.
Le colonne che fiancheggiano questo prezioso portale poggiano su due tori di pietra, impostati su mensole, in luogo dei soliti leoni. Il caso è unico in Puglia. I due fianchi della chiesa sono aperti da cinque profonde arcate e presentano superiormente altrettante belle esafore: motivi fra i più tipici dell'architettura pugliese medievale. Bellissimi i finestroni fiancheggiati da colonnine su elefanti nella parte absidale.
Delle quattro porte laterali della Basilica la più bella si apre nel fianco sinistro: è la porta dei leoni, così detta dai due leoni che sostengono le colonnine laterali. Tutto il complesso del portale ricchissimo è una cosa stupenda, particolarmente per la decorazione dell'architrave e dell'archivolto, con cavalieri che danno l'assalto ad una città.
Nell'interno, nell'abside centrale, scopriamo un gioiello di cultura romanica: è l'altar maggiore, coperto da un bellissimo ciborio che risale al 1150 circa, il più antico delle chiese di Puglia. Sorge su quattro colonne, con curiosi capitelli, raffiguranti angeli e teste di montone.
Nella conca dell'abside è collocato il monumento a Bona Sforza (1493 - 1557), regina di Polonia, ultima duchessa di Bari, che qui volle essere sepolta. Il monumento fu eseguito da artisti carraresi nel 1593: la duchessa vi è rappresentata inginocchiata su un sarcofago di marmo nero, ai lati del quale compaiono due figure femminili che simboleggiano la Polonia e Bari.
Ai piedi del sepolcro si ammira la marmorea sedia episcopale dell'abate Elia, opera del sec. XII, ornata di sculture fra le più alte e sorprendenti di quel secolo, per la forte espressività e l'impegno veristico che le caratterizzano. La cattedra marmorea infatti è sorretta posteriormente da un leone e anteriormente da un emiro fra due schiavi saraceni.
Per due scale, all'estremità delle navate laterali, si scende nella cripta, lunga 30 metri e larga 15, sorretta da 36 colonne delle più diverse forme e di diverso materiale. Sotto un altare tutto rivestito di lamine d'argento riposano da nove secoli le venerate ossa di S. Nicola. Poco distante è anche la tomba dell'abate Elia. Il gran Vescovo sembra vigilare ancora sulle reliquie dell'amatissimo Santo.
Nella sagrestia della Basilica superiore è custodito il tesoro di S. Nicola, ricco di croci preziose, di cui una donata da Carlo II d'Angiò, di reliquiari, di antifonari e brevi ari miniati, e infine di una icona bizantina del '300, raffigurante S. Nicola benedicente. La serie delle meravigliose testimonianze artistiche e storiche della passata grandezza raccolte in San Nicola non è ancora finita: altre ce ne offre l'Archivio della Basilica, dove possiamo ammirare diplomi autentici dei catapani bizantini, di Federico II e di Carlo II d'Angiò, e bolle papali su preziose pergamene. |
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