 | Informazioni |
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Date storiche |
La città di Avellino è posta nella valle del Sabato, in una verde conca circondata da boscose montagne; essa è il cuore dell'lrpinia.
Il vecchio centro è raccolto attorno al Duomo, con vie strette e ripide; Avellino moderna è ora in pieno sviluppo, oltre la veccchia cinta delle mura e si snoda lungo lo spazioso Corso Vittorio Emanuele.
La città nel tempo |
| Sec. I-IV: |
Avellino, posta alla confluenza delle strade per Nocera, Benevento, Mirabella Eclano e Conza, appartenne al Sannio Irpino prima, ed alla circoscrizione della Campania, tribù Galeria, poi. Nel periodo romano, la città fu un attivo centro di scambi agricoli ed armentizi. Di quell'epoca si conservano poche tracce, iscrizioni, lapidi, sepolcri. |
| Sec. IV-V: |
Il Cristianesimo penetrò, nel sec. IV, nell'lrpinia e vi ebbe numerosi martiri, fra cui sono ricordati i Santi Ippolito e Modestino. La costituzione della diocesi di Avellino viene dagli storici assegnata al sec. V, anche in base alla menzione di un certo Timoteo avellinate, fatta nei documenti relativi al Concilio di papa Simmaco, celebrato a Roma nel 499, quando Teodorico era re degli Ostrogoti. |
| Sec. VI-VII: |
Avellino, conquistata dai Longobardi del vicinO ducato beneventano, viene affidata ad un gastaldo, nominato dal re, che aveva compiti politrci e amministrativi assieme. |
| Sec. IX: |
Dopo alcuni secoli in. cui la storia di Avellino è circondata dal silenzio, un'antica cronaca salernitana accenna, per l'anno 896, a un certo Adalferio, quando ormai il potere dei Longobardi è in disfacimento, fiaccato dai Franchi. |
| Sec. X: |
La storia di Avellino è sempre più legata a quella del ducato di Benevento, nella cui giurisdizione rientra, dopo essere stata presa dai Greci nel 969. Innalzata a contea, Avellino risentirà del disfacimento cui andrà soggetto il ducato di Benevento. Questo periodo, non manca di una certa vitalità religiosa: sorgono infatti numerose abbazie, fervidi centri di cultura e di latinità. |
| Sec. XI-XII: |
La città, distrutta da Ottone I, l'imperatore che voleva togliere ai Bizantini l'Italia meridionale e sognava di riunire l'intera Penisola sotto il suo scettro, viene riedifièata dove attualmente sorge, sulla collina La Terra, lungo la via Campanina. Nel 1016 Avell i no soccorre Salerno contro i Saraceni. Nel 1160 la città è difesa contro Guglielmo il Malo dalla contessa Fenicia Dell'Aquila. |
| Sec. XIII-XV: |
Avellino, dopo essere stata dei conti di Conversano e di Catanzaro, apparterrà ai Dell'Aquila, passerà ai Del Balzo, poi ai Monforte, infine ai Filangieri. |
| Sec. XVI-XVII: |
Acquistata nel 1581 dai Caracciolo Rossi, Avellino conobbe un buon sviluppo: la corte dei Caracciolo, frequentata da letterati ed artisti, assunse un certo splendore. Colpita da terribile pestilenza nel 1656, Avellino vide la sua popolazione ridotta ad un quinto; si andrà poi via via riprendendo e, per opera del principe Francesco Marino, sarà ampliata e abbellita di palazzi e monumenti. Notevoli danni arrecheranno alla città, in questo periodo, i terremoti del 1688, del 1732 e del 1805. |
| Sec. XIX: |
L'8 agosto 1806 viene abolito il regime feudale ancora vigente nella città e nel territorio circostante; comunque, fino al 1844 Avellino rimarrà possesso dei principi Caracciolo. Nel 1820 e 1821 Avellino sarà, con Morelli, De Conciliis e Silvati, punto di partenza del movimento insurrezionale che si propagherà in tutta l'Italia meridionale. | |
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