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Ascoli Piceno Date storiche di Ascoli Piceno
 
 

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Date storiche
La città di Ascoli, capoluogo di una delle quattro province marchigiane, sorge su un rilievo cuneiforme, alla confluenza del Tronto e del Castellano, al margine di una piana alluvionale che digrada dolcemente verso l'Adriatico, ed è attraversata dalla via Salaria, una delle più importanti vie di comunicazione tra l'Adriatico e il Tirreno.

Asculum, antichissimo centro piceno, poi municipio romano, ebbe l'appellativo di Piceno da Cesare.

La città nel tempo
268 a. C.: Antichi cronisti riferiscono che, poco dopo la vittoriosa conclusione della guerra contro i Sanniti, i Romani si impadronirono del Piceno e di Ascoli.
I sec. a. C.: La città non accettò molto volentieri la conquista romana; durante la guerra sociale infatti procurò a Roma parecchie noie se, come si narra, proprio in Ascoli, dove furono assaliti i magistrati romani (91 a.c.) scoppiò la scintilla iniziale di quel conflitto. La città, conquistata da Pompeo Strabone, fu dU,ramente punita e devaastata nell'89 a.c., dopo un memorabile assedio. Cesare, che sapeva apprezzare le posizioni strategiche, nel suo «De bello civili», riconobbe la grande importanza militare del luogo dove sorgeva la città; Ascoli, che apparrtenne alla tribù Flavia, nel 50 a. C. fu elevata a municipio.
Sec. I-III d. C.: Per secoli, fino all'età longobarda, Ascoli rimase una delle più forti città del Piceno e diventò uno dei piÙ importanti mercati dell'Italia centrale.
Sec. IV: Sant'Emidio di Treviri, prima vescovo e poi patrono della città, diffonde il Cristianesimo in Ascoli.
Sec. VI-VIII: Presa dai Goti di Totila nel 544, passò poi ai Longobardi, che la unirono, con tutto il Piceno, al Ducato di Spoleto. Nel 774 Ascoli entra a far parte del dominio temporale della Chiesa.
Sec. IX-XII: Verso la metà del sec. IX Ascoli respinge due volte incursioni saracene; più avanti vi si afferma il potere dei vescovi, che si affievolirà solo con il sorgere, nel 1185, del libero comune.
Sec. XIII: La vita del libero comune ascolano è contrassegnata dai contrasti interni tra Guelfi e Ghibellini e dall'intervento nella lotta tra papato ed impero. Proprio durante quest'ultima, Ascoli viene, nel 1242, saccheggiata dalle truppe dell'imperatore Federico II, il figlio di Enrico IV e di Costanza d'Altavilla; quasi metà delle duecento torri che ornavano la città vennero in quell'occasione abbattute.
Altre lotte Ascoli sostenne contro città vicine, specialmente con Fermo: motivo principale della discordia il «navale» (così si chiamava il diritto di tener aperto un porto) che Ascoli aveva ottenuto alla foce del Tronto.
Nel 1266, alla morte di Manfredi, figlio di Federico II, Ascoli ritornò alla Chiesa.
Sec. XIV-XVI: Ascoli, che aveva già ricevuto da Federico II libere istituzioni e privilegi, conobbe nell'età di mezzo un periodo di grande floridezza; le Costituzioni Egidiane del 1357 la designano come una tra le più nobili città delle Marche.
AI libero comune si sovrapposero, nei sec. XIV-XV, domini signorili, anche se di breve durata; dal 1349 al 1356 quello di Galeotto Malatesta, che fece erigere a guardia della città una possente fortezza; quelli di Filippo Tibaldeschi (1362), di Blasco Gomez, del Duca d'Atri, del re di Napoli, di Francesco Sforza e infine di Francesco Carrara (fino al 1462). Nel 1502 Ascoli ritorna a far parte del dominio pontificio: la Chiesa già le aveva restituito gli antichi privilegi con la «Libertas Ecclesiastica» nel 1482.
Ascoli fu tra le prime città d'Italia che ospitarono l'arte tipografica; già nel 1477 vi stampava un certo Golielmo de Linis tedesco; nel 1496 vi furono stampati, da fra Giovanni da Teramo, i. preziosi Statuti della città.
Sec. XVII-XIX: Ascoli fece parte, durante questi tre secoli, tranquilla e rassegnata, del dominio pontificio, salvo una breve parentesi sul finire del sec. XVIII e l'inizio del XIX.
Nel 1799 soggiacque infatti all'invasione francese e sotto il dominio napoleonico fu a capo del dipartimento del Tronto; nel 1815 ritornò alla Chiesa e divenne, nel 1824, capoluogo di una delle sei Delegazioni delle Marche.
1860: Poco dopo la battaglia di Castelfidardo, combattuta tra l'esercito pontificio, guidato dal gen. Lamoricière e le forze italiane, comandate dal gen. Cialdini, ebbe luogo in Ascoli il plebiscito. che ne decretò l'annessione al Regno di Vittorio Emanuele II.
 


 
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