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Arezzo Date storiche di Arezzo
 
 

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Date storiche
La città di Arezzo, capoluogo di una delle nove province in cui è ripartita la Toscana, sorge nella valle superiore dell'Arno, al margine di una fertile piana alluvionale, sulle ultime pendici dell'Alpe di Poti.
Arretium, abitata in origine dagli Umbri, fece parte della Dodecapoli etrusca prima di diventare importante stazione militare romana, posta com'era sulla via Cassia, tra Cortona e Firenze.
Città di aspetto moderno, poche tracce conserva della sua grandezza antica, mentre è ricca di chiese e di edifici che testimoniano la sua importanza nell'età medievale.

La città nel tempo
321 a.C.: Arezzo, con Cortona, Chiusi e Perugia, stipula una tregua d'armi con Roma, dopo aver visto declinare la propria fortuna davanti alla crescente espansione della potenza romana; la tregua d'armi durerà fino al 294 a.c., anno in cui, assieme alle città sorelle, stringe con Roma un trattato di alleanza.
294 a.C.: I Galli Senoni stringono d'assedio la città; un esercito romano, inviato in soccorso degli Aretini, viene sconfitto dai Galli, sotto le mura della città. Arezzo confermerà poi la sua fedeltà a Roma, fornendole efficace aiuto durante la seconda guerra punica e diventando sicura città di confine tra il territorio della Repubblica e quello degli Italici ancora indipendenti. Trasformata in municipio al tempo della guerra sociale, Arezzo parteggiò per Mario e fu punita per questo da Sii la.
49 a.C.: Cesare, poco dopo il passaggio del Rubicone, a mezzo del tribuno Marco Antonio occupa Arezzo, che sotto l'Impero resterà colonia annessa alla tribù Pomptina.
392 d.C.: La fede cristiana si diffuse presto in Arezzo e contò confessori e martiri; nel 392, durante la persecuzione di Giuliano, viene martirizzato il vescovo S. Donato, che sarà scelto a protettore della diocesi aretina.
Sotto il dominio dei Longobardi e dei Marchesi di Toscana, la diocesi di Arezzo, ricca e vasta, ebbe donazioni e privilegi.
1098: Arezzo subì le vicende delle lotte comunali contro il Feudalesimo, con relative devastazioni e distruzioni; il Comune aretino nel 1098 elegge i suoi primi consoli, affiancati da quaranta «boni homines», dieci per ogni quartiere.
Sec. XIII: Guidato dai vescovi-conti, che portavano assai più volentieri la spada del pastorale, il Comune di Arezzo allarga sempre più il suo dominio, si scontra con le città limitrofe, conquista nel 1258 Cortona, sconfigge nel 1287 a Pieve del Toppo i Senesi, che con i Fiorentini avevano assediato la città.
1289: Nella piana di Campaldino, l'11 giugno del 1289, i Ghibellini aretini, in una memorabile battaglia, vengono sconfitti dai Guelfi fiorentini, tra le cui file militava anche Dante, che ricorderà il fatto d'arme nella Divina Commedia.
1312: Dopo la sconfitta di Campaldino esplosero violente le rivalità tra le più potenti famiglie cittadine che si divisero, l'anno 1307, nelle due fazioni dei Verdi e dei Secchi.
Guido Tarlati della fazione dei Secchi, nel 1312, viene eletto Signore a vita; egli cinge di nuove mura la città, ne risolleva la fortuna e porta il Comune a nuovo splendore, conquistando molti castelli.
Sec. XIV: Purtroppo le rivalità intestine non cessarono; la città, nel 1337, venne venduta una prima volta a Firenze e fu poi preda di varie compagnie di ventura: nel 1354 dei mercenari di Fra Moriale, nel 1368 di quelli di Giovanni Acuto, nel 1381 della soldataglia di Alberico da Barbiano. Infine la città fu nuovamente venduta, per 40 mila fiorini d'oro, a Firenze da Enguerrand de Coucy e perdette definitivamente la sua autonomia.
Sec. XV-XVI: Nel corso di questi due secoli Arezzo tenterà più volte di insorgere: la prima volta nel 1408, nel 1431 guidata da Niccolò Piccinino, nel 1502, nel 1529-30, ma sempre invano.
Sec. XVII-XIX: In questi secoli Arezzo ha solamente importanza locale, quieta anche se non doma. Di notevole rilievo sul piano storico la sollevazione del 1799 contro i Francesi, che vennero cacciati dalla città, da Cortona e dal contado. La reazione popolare però viene domata nel sangue dai Francesi.
Sec. XIX: Le sorti di Arezzo furono legate a quelle di Firenze e del Granducato di Toscana. fino all'annessione al Regno di Vittorio Emanuele II.
 


 
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