 | Informazioni |
| | |
|
|
|
Descrizione |
La città conta 60.000 abitanti ed è capoluogo dell'omonima provincia. Fino al 1929 era nota con il nome di Girgenti e solo allora mutò il suo nome in quello attuale.
Essa sorge ad un'altitudine di 230 m. sul livello del mare, al di sopra di due colline strette e lunghe che sono disposte grossolanamente in direzione est-ovest. Il colle di Girgenti e la Rupe Atenea sono collegate tra loro da uno stretto istmo. Tra le alture si apre la Valle dei Templi, che fa parte del patrimonio dell'Unesco.
Data quindi la conformazione del suolo, la superficie cittadina è amplissima, ben 450 ettari.
Durante i quasi 400 anni di dominazione greca, essa fu un centro importante e potente, tanto da essere descritta da Pindaro come la più bella città dei mortali.
San Gerlando è il Santo patrono, sebbene in effetti San Calogero sia il Beato più venerato. Le prime due domeniche di Luglio una processione in suo onore attraversa la città. Il simulacro del Santo è portato a spalla, accompagnato dalle urla dei fedeli, dai canti e dal suono della banda.
Altre celebrazioni locali sono la Festa di Persefone, in Giugno, durante la quale si tengono rappresentazioni nell'incomparabile scenario del Tempio di Era. Sempre nella location della Valle dei Templi, a Febbraio, da più di 60 anni, gruppi folkloristici di tutte le parti del mondo si esibiscono nel Festival che attira numerosissimi spettatori. Il migliore è premiato con l'ambito Trofeo Castore e Polluce.
A Dicembre si svolgono per le strade della città le classiche Novene. Agrigento è anche la città del premio Nobel Luigi Pirandello, uno dei più grandi scrittori della storia della letteratura mondiale.
Tra gli agrigentini famosi, ricordiamo altresì Leonardo Sciascia (nativo di Racalmuto a nord di Girgenti), il filosofo greco Empedocle e lo scrittore contemporaneo Andrea Camilleri, autore del celeberrimo Commissario Montalbano.
Agrigento è gemellata con Tampa negli Stati Uniti e Valenciennes in Francia.
La cucina, ricca e saporita, riflette lo spirito degli isolani: passionalità e partecipazione in tutto ciò che viene fatto.
Pindaro stesso scrisse: 'Ad Agrigento si costruiscono palazzi e ville come se non si dovesse mai morire e si mangia come se si dovesse morire domani'.
Data la sua collocazione nell'entroterra ma a distanza non proibitiva dal mare, Agrigento vanta nelle sue tradizione culinarie una commistione di elementi marinari e campagnoli. Ugualmente popolari il pesce spada (piatto principe siciliano) arrosto e le braciole di maiale, la pasta con le sarde o quella con la ricotta, il fritto misto di pesce e quello di legumi. |
|
| |
|